Uno dei problemi di pronuncia nei bambini (disturbo dell’articolazione del linguaggio caratterizzato dall’incapacità della persona di articolare correttamente determinati fonemi) viene definito dislalia ed è tra i più frequenti.  Prima dei 3 anni di età è fisiologico che i bambini presentino disturbi dislalici; successivamente la crescita e l’affinamento degli organi fono-articolatori, in correlazione con la maturazione psichica e intellettiva, fa sì che tutti i suoni della lingua vengano pronunciati in modo corretto. Si parla di dislalia, in senso patologico, solo quando tali difficoltà di articolazione persistono o si manifestano dopo il terzo anno di età.

Le dislalie implicano una o più alterazioni morfologiche o funzionali delle strutture deputate all’articolazione fonatoria, che mettono la laringe in comunicazione con l’esterno. Quelle maggiormente coinvolte sono le strutture articolatorie oro- faringee, quali labbra, lingua, arcate dentali, ossa mascellari e mandibolari, la cui alterazione è spesso correlata a patologie odontoiatriche.

Esiste, infatti, una stretta correlazione tra lo sviluppo delle strutture dentali e scheletriche e lo sviluppo del linguaggio nei bambini.

Qualsiasi anomalia nella crescita dei denti, della mandibola o della mascella determina uno squilibrio muscolare oro-facciale che può ripercuotersi negativamente sulla produzione di   specifici   suoni   durante   la   fonazione   e il linguaggio viene compromesso, specialmente nei bambini durante lo sviluppo. Dunque, i bambini con malocclusioni sviluppano maggiormente disturbi miofunzionali e articolatori.

Le difficoltà articolatorie sono strettamente correlate alla posizione della lingua, alla tonicità del distretto bucco-linguo-facciale e al punto articolatorio dei vari suoni della nostra lingua, che possono essere compromessi in presenza di malocclusioni.

Frequentemente le malocclusioni si associano ad una deglutizione disfunzionale, in cui la spinta anomala della lingua può modificare la pronuncia corretta dei suoni durante l’articolazione del linguaggio.

Nei casi di deglutizione disfunzionale la lingua è abituata a spingere contro e tra i denti, anziché sul palato, mentre si deglutisce e può facilmente interporsi tra le arcate dentali mentre si parla. Inoltre in presenza di un morso aperto, che viene rinforzato da questo tipo di deglutizione, si crea uno spazio tra le arcate dentarie che non riescono a chiudersi e la spinta linguale anteriore tende negativamente a stabilizzarsi. In questi casi i bambini parlano pronunciando alcuni suoni con la lingua che fuoriesce o si interpone tra i denti, con evidenti ripercussioni sulla precisione articolatoria e la fluidità verbale durante la lettura o in conversazione.

 

Spesso sono distorti i suoni /s/ di sole, /ts/ di pizza e /dz/ di zaino, ma anche i suoni /t/ di toro, /d/ di dito e /l/ di luna possono risultare compromessi.

Anche la postura errata della lingua a riposo come nel caso della respirazione orale si associa a malocclusioni ed è causa di possibili difficoltà di articolazione del linguaggio.

Nei bambini respiratori orali, infatti, la lingua si abbassa sul pavimento orale per permettere all’aria di entrare dalla bocca, anziché dal naso, e viene meno la sua azione fisiologica di modellazione e allargamento del palato. Poiché la lingua non crea il giusto spazio sul palato, su quest’ultimo viene esercitata una pressione diretta dall’esterno verso l’interno non bilanciata dalla lingua che ne determina nel tempo un innalzamento e un restringimento e conseguenti deformazioni delle arcate dentali. I bambini con palati alti e stretti possono avere difficoltà a pronunciare i suoni che si articolano coinvolgendo il palato, come i suoni /ʧ/ di ciao e /ʤ/ di gelato.

Deficit di articolazione del linguaggio possono essere conseguenti anche ad alterazioni della muscolatura oro-facciale che si associano alle malocclusioni e si manifestano nei casi di deglutizione disfunzionale e di respirazione orale. Ad esempio, nei bambini respiratori orali vi è spesso una condizione di ipotonia dei muscoli masticatori e del muscolo orbicolare delle labbra con conseguente incompetenza labiale e ripercussioni sul tono del muscolo mentoniero. Anche bambini che manifestano abitudine viziate, come l’uso prolungato di ciuccio o biberon e il succhiamento del dito oltre i tre anni, sono maggiormente esposti allo sviluppo di alterazioni dento-scheletriche e ad uno squilibrio muscolare oro- facciale.

Tali modificazioni a carico della muscolatura possono impedire l’utilizzo dei fisiologici punti articolatori dei suoni da parte dei bambini causando una difficoltà di linguaggio. In tal caso le parole non possono essere articolate nel modo corretto e vengono adottati dei compensi funzionali, per cui i suoni trovano nuovi punti di articolazione nella bocca con conseguenti distorsioni nella pronuncia.

Dunque, è fondamentale l’intervento del logopedista nel percorso di cura dei bambini con malocclusioni che sviluppano maggiormente problemi di linguaggio e disturbi miofunzionali. In tali pazienti un trattamento logopedico e ortodontico combinato porta ad una salute orale ottimale con risultati a più lungo termine.

Il logopedista si occupa di garantire il corretto svolgimento della funzione deglutitoria, masticatoria, respiratoria e articolatoria attraverso l’impiego di una terapia miofunzionale che, in associazione alla terapia ortodontica, contribuisce a favorire un armonico sviluppo oro-facciale.

Grazie agli esercizi di logopedia, si riabilita la funzionalità di tutta la muscolatura orofacciale e si ottiene un equilibrio tra le varie strutture (muscoli, ossa, denti) che corregge le disfunzioni orali e ha effetti benefici sull’articolazione del linguaggio.

Lavorando sulle strutture oro-faringee coinvolte nelle dislalie, infatti, il logopedista ripristina i corretti punti di articolazione dei suoni compromessi. Allena ad impostare correttamente i suoni distorti, eliminando i compensi, e a consolidare e generalizzare la loro pronuncia all’interno di parole, frasi e racconti, migliorando l’intelligibilità dell’eloquio e, più in generale, le capacita comunicativo-linguistiche dei bambini e la loro autostima.

 

Dr.ssa Benedetta Di Censo
Logopedista

 

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