Ciuccio, biberon e suzione del dito sono le principali abitudini viziate tanto amate dai bambini quanto potenzialmente dannose per la loro salute.

Tutte le abitudini di suzione acquisiscono un valore emotivo nel percorso di crescita dei bambini e per questo motivo non vanno demonizzati in assoluto. Ad esempio, succhiare il dito, sotto alcuni aspetti e nei giusti tempi, serve a rasserenare, donare pace e tranquillizzare il bambino.

 

Perché eliminarle

Non è l’abitudine in sé a costituire un rischio per i bambini, bensì l’utilizzo eccessivamente frequente o prolungato nel tempo, che può portare ad alterazioni nello sviluppo dell’armonia facciale del bambino.

La suzione del ciuccio, del biberon o del dito, ma anche altre abitudini viziate quali il succhiamento del labbro, della lingua, delle guance, dei capelli o di oggetti in genere possono provocare, oltre ad un’alterata postura della lingua, anche deformazioni del palato e delle arcate dentali.

Questo perché la bocca è un sistema complesso di muscoli e ossa in costante equilibrio tra loro. Se le forze esercitate dai muscoli sulle ossa non sono fisiologiche, esse sono in grado di influenzare la crescita del viso.

Quando il bambino ha in bocca il ciuccio, la tettarella del biberon o il dito, la lingua assume, obbligatoriamente, una posizione scorretta: in basso appoggiata al pavimento orale piuttosto che in alto appoggiata al palato.

Proprio come una goccia d’acqua nel tempo può scavare una roccia, una lingua che non è in postura corretta esercita nel tempo una forza che rompe l’equilibrio tra i muscoli e le ossa nella bocca e può generare delle ripercussioni sull’occlusione dentale e sulle funzioni orali, producendo danni al sorriso e non solo.

Essa, infatti, aumenta la possibilità di sviluppare:

  • malocclusioni, che possono essere scheletriche o dentali, a seconda che la lingua eserciti la sua forza, rispettivamente, sulle ossa mascellari o sulla mandibola o contro i denti;
  • palato alto e stretto, perché la lingua non espande il palato ma scarica la sua forza sui denti, causando malocclusioni;
  • otiti ricorrenti, perché la lingua non favorisce la contrazione del muscolo responsabile dell’apertura della Tuba di Eustachio, che collega                                               naso e orecchio e permette la ventilazione dell’orecchio, portando ad un aumento del muco e l’insorgenza di otiti;
  • difficoltà di pronuncia, perché i movimenti della lingua e della mandibola sono limitati, dal dito ad esempio, impedendo al bambino di sperimentare i punti in cui si articolano i suoni del linguaggio;
  • difficoltà di relazione con i pari, che non sono facilitate dall’avere continuamente un “tappo in bocca”.

Similmente, se il bambino ha l’abitudine di succhiarsi il labbro inferiore, gli incisivi superiori si sposteranno in fuori mentre gli inferiori si inclineranno verso la lingua, creando così uno spazio aumentato tra le due arcate e i cosiddetti “denti a coniglio”.

Mangiarsi le unghie o le pellicine e rosicchiare le penne causa accavallamenti dei denti nonché una maggiore probabilità di sviluppare disturbi articolari.

 

Quando eliminarle.

L’età ideale per eliminare le abitudini viziate è intorno ai 24 mesi e non oltre i 3 anni. Ad esempio, nel caso della suzione del dito è necessario interrompere l’abitudine prima dell’arrivo dei denti incisivi permanenti, che avviene intorno ai 6 anni, in modo tale che i denti definitivi non siano spinti fuori e acquisiscano spontaneamente un miglior posizionamento.

La gravità dei danni conseguenti alle abitudini viziate dipende da: durata, intensità e frequenza dell’abitudine, oltre che dalla predisposizione genetica del singolo individuo. Più si continua in questi vizi, più si aumenta il rischio e l’importanza degli eventuali danni.

 

Possibili soluzioni

In generale, per aiutare il bambino ad eliminare le sue abitudini viziate è utile imparare a bloccare queste problematiche sul nascere. Se il bambino inizia a mordersi il labbro o la lingua davanti alla televisione o assume spesso delle smorfie deviando il labbro o la mandibola verso destra o sinistra, se succhia o rosicchia penne o oggetti mentre fa i compiti, bisogna disincentivare questi atteggiamenti scorretti da subito, evitando che diventino forme di dipendenza con i conseguenti effetti.

Osserviamo il bambino con attenzione e non appena manifesta il vizio lo distraiamo, ad esempio facendogli il solletico o chiedendogli qualcosa; bisogna essere costanti e ripetitivi, quindi avere questo atteggiamento fermo e coerente, più volte e in diverse occasioni.

Non è efficace dire “così non si fa!”, che potrebbe creare ansia e frustrazione o essere preso come sfida e far attivare nel bambino il piacere di contraddire per ricevere attenzioni. Mostriamogli vicinanza e affetto più del solito, perché il legame emotivo tra il bambino e il suo vizio orale non va sottovalutato.

È utile creare una “tabella di marcia”, una sorta di gara a step da far durare un mese in cui ad ogni comportamento corretto daremo al bambino un rinforzo positivo, ad esempio un gettone o uno smile da attaccare sul calendario, e ad ogni vizio manifestato gliene toglieremo uno o non ne daremo altri. Al raggiungimento di un certo numero di punti sarà vinto un premio settimanale o mensile.

Per aiutare il bambino ad abbandonare la suzione del dito o il mangiarsi le unghie e le pellicine è importante innescare il desiderio di abbandonare questo vizio.

È necessario generare una “leggera e sana vergogna”. Ad esempio, facciamogli notare che in alcuni contesti sociali non compie già più questo gesto, proprio perché si vergogna di farlo davanti agli altri amichetti. Con il sorriso, facciamogli immaginare di andare ad un pigiama party o ad una gita scolastica: come reagiranno gli amici quando vedranno che lui succhia il dito? Non bisogna umiliarlo, ma fargli scoprire che la vita sociale ha delle regole e alla sua età non è più opportuno mettere il dito in bocca. Inoltre, possiamo chiedere al bambino di sorridere davanti allo specchio per consapevolizzarlo che queste abitudini stanno provocando un “sorriso strano”.

Bisogna sottolineare anche l’aspetto igienico, infatti i germi che raccogliamo sulle mani possono entrare in bocca, formando carie sui denti o infiammazioni delle mucose nel cavo orale.

Si possono utilizzare delle marionette di peluche mono dito da inserire sulle dita che il bambino è abituato a succhiare e alla base delle marionette si può mettere del nastro adesivo per evitare che si sfilino. Procuratevi marionette in abbondanza e mettetele ovunque: sul divano, in macchina, sul comodino; usate rigore e metodo, mettete le marionette non appena arrivate a casa. Al bambino viene richiesta forza di volontà e all’adulto costanza. Se non è sufficiente, si può prediligere l’utilizzo di strumenti come smalti maleodoranti o piccanti, cerotti o ausili più incisivi come la tecnica del bendaggio del braccio o lo steccamento del dito, per cui è necessario consultare il logopedista.

Per aiutare il bambino ad abbandonare la suzione del labbro, si può usare una paletta da caffè da posizionare tra le labbra in senso orizzontale, che ha il compito di riabituare il bambino ad avere una postura corretta delle labbra.

 

 

Il ruolo del logopedista

 

Il logopedista si occupa di tutte le patologie funzionali derivanti dalle abitudini viziate. Lavora prevalentemente sulla lingua e il suo corretto posizionamento, sui muscoli del viso, sulla respirazione, sulla masticazione, sulla fonazione e deglutizione.

A volte la semplice visita dal logopedista che incoraggia il bambino ad eliminare il suo vizio orale è sufficiente per indurre il cambiamento; inoltre, grazie al logopedista, i genitori vengono

sensibilizzati sulla tematica e trovano una maggiore forza di volontà per agire, oltre che le strategie giuste per attivarsi.

Dunque è fondamentale verificare, insieme allo specialista in ortodonzia, la presenza di vizi orali ed includere nel piano di cura l’eliminazione di tali cattive abitudini nonché il trattamento delle disfunzioni derivanti da esse, di cui si occupa il logopedista. Questo permetterà di ridurre i tempi di risposta alla terapia ortodontica e garantire la stabilità del risultato raggiunto, evitando il rischio di recidive. In presenza di vizi orali si consiglia caldamente una prima visita ortodontica e logopedica intorno ai tre anni del bambino.

 

Dr.ssa Benedetta Di Censo

Logopedista

 

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