Chi di noi non ha mai avuto una carie? E chi di noi non ha mai sperimentato il tanto temuto “trapano”? In realtà, esiste un metodo nuovo per curare questo disturbo, meno invasivo e fastidioso.

Cos’è la carie?

La carie è una malattia infettiva caratterizzata dalla dissoluzione dei tessuti duri del dente, da parte degli acidi prodotti dalla fermentazione degli zuccheri, che assumiamo attraverso l’alimentazione, a opera di determinati batteri presenti nel cavo orale.

La definizione stessa ci suggerisce i due principali accorgimenti per prevenirla:

  • una corretta alimentazione: evitando o limitando i cibi cariogeni
  • una corretta igiene orale: detergendo in modo efficace la superficie dei denti.

Tuttavia sono molti i fattori che possono influire sullo sviluppo della carie – ad esempio la predisposizione genetica individuale, altre patologie sistemiche, alcuni farmaci, e così via – e che possono rendere meno efficaci le pratiche preventive, favorendone comunque l’insorgenza.

Come combattere le carie

Una volta che la carie ha iniziato a formarsi, come per tutte le altre malattie, è necessario arrestarne quanto prima la progressione per evitare le spiacevoli conseguenze: dolore, terapie lunghe e invasive, fino alla perdita del dente e la necessità di una sua sostituzione protesica, con importanti costi biologici e senza dimenticare quelli economici.

Di fondamentale importanza è quindi la diagnosi precoce: fare visite periodiche dal dentista,  in modo da individuare le carie allo stadio iniziale, quando non danno ancora alcun sintomo, e poterle curare senza ulteriori conseguenze.

La terapia non invasiva

Fino a qualche tempo fa, anche per le piccole carie la sola terapia possibile era la asportazione con il trapano, con anestesia locale e successiva ricostruzione della parte rimossa. Se la carie interessava la superficie interdentale – cioé quella tra un dente e l’altro – questo comportava l’asportazione di una grande quantità di tessuto sano per poter raggiungere la parte ammalata, con un significativo indebolimento della struttura del dente.

Oggi è possibile intervenire sulla carie in fase iniziale, senza trapano e senza anestesia, evitando così il sacrificio di tessuto sano, senza indebolire il dente e senza sofferenza.

Si può adottare, infatti, una nuova tecnica: l’infiltrazione.

Il dente con carie iniziale viene pulito, isolato e trattato con un gel che prepara la superficie alla successiva applicazione di una resina fluida che va a chiudere le porosità della parte cariata, impedendo così l’ulteriore dissoluzione acida e bloccando l’evoluzione della lesione.

Dr. Silvio Amatu

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