Diagnosi e prevenzione

Visita e consulenza specialistica

Quando la prima visita

Sottoporre il bambino e la famiglia ad una prima visita di conoscenza, già dal periodo dell’eruzione dei denti da latte che va dai 6-8 mesi a circa 36 mesi di età, ed a successive visite periodiche specialistiche per controllare la presenza di anomalie e abitudini domiciliari che possono favorire l’insorgenza o l’aggravamento delle malattie della bocca, rappresenta il punto di partenza per tutta la strategia di prevenzione. Questi incontri hanno lo scopo di: istruire i genitori sui comportamenti e le abitudini da evitare; valutare il rischio di carie e di decidere la frequenza dei controlli periodici e le strategie da seguire, come l’igiene professionale, le istruzioni di igiene orale e la fluoro profilassi; intercettare quelle abitudini viziate che possono favorire l’insorgenza delle malocclusioni ed attuare le strategie adeguate per controllarle; decidere la necessità ed il momento giusto per intervenire con terapie ortodontiche mirate e semplici.

Cosa bisogna dire (e non dire) al bambino prima della visita specialistica

Ai bambini molto piccoli nei quali non vi è ancora capacità di razionalizzare e di elaborare con la coscienza quanto gli viene riferito (fino a circa 3 anni), di solito è meglio non dire nulla, anche perché sono incontri di solito dedicati ad educare i genitori. Ai bambini più grandi potremmo dire che si tratta di andare a “conoscere il dentista dei bambini, che conta i dentini ed insegna a lavare i denti per bene”, evitando i discorsi del tipo “ma tanto non ti farà male, stai tranquillo che non ti farà niente, a mamma/papà la puntura non ha fatto nulla, se non stai buono poi ti farà la puntura, se non stai buono il dentista ti toglie i denti, l’impronta non fa vomitare, andiamo dal dottore così non avrai tutti i problemi della mamma/papà, etc.” I genitori dovrebbero educare anche i parenti e tutor più stretti (nonni, zii, tate, etc.) ad evitare questi discorsi ansiogeni così come dovrebbero evitarli davanti al bambino che ascolta passivamente, in quanto tali discorsi non fanno altro che mettere dubbi, ansia e paure inutili, per delle sensazioni che potrebbero non provare mai; inoltre riducono la collaborazione e rendono più difficile il rapporto di fiducia medico-bambino.

 

Come si svolge la prima visita specialistica nel bambino

Si svolge facendo ambientare il bambino in una zona a lui dedicata in sala di attesa in modo che possa sentirsi a proprio agio in un ambiente confortevole, mentre i genitori forniscono le informazioni significative circa i motivi che li hanno condotti a chiedere una consulenza specialistica. Si raccolgono inoltre le informazioni sulla eventuale fluoroprofilassi eseguita fino a quel momento, sull’igiene domiciliare condotta, sulle abitudini alimentari, su eventuali traumi subiti, sulle abitudini viziate presenti (respirazione orale, mordicchiarsi le labbra, mordere le penne, mangiarsi le unghie, succhiarsi il dito, uso prolungato del ciuccio, qualità del sonno, etc.), su eventuali difetti di pronuncia, sulla presenza o meno di sintomi nella zona della testa e del collo dei quali il bambino si lamenta, sulla familiarità di mal occlusioni, sulla presenza di problematiche posturali. Dopo questa prima fase di conoscenza con la famiglia si procede con la visita del bambino che viene accompagnato alla poltrona, anche in compagnia di eventuali transfer psicologici (genitori, giocattoli, etc.) soprattutto nei casi di bimbi ancora molto piccoli. Vengono esaminati il viso del paziente, le articolazioni temporomandibolari, i muscoli della testa e del collo, l’apertura e la chiusura della bocca, la stabilità del contatto dentale, la respirazione, la deglutizione, la postura linguale, la pronuncia di alcuni fonemi, il morso e la relazione tra le arcate, la salute e la presenza dei denti, la salute delle muscose e delle gengive, la grandezza delle tonsille; si può anche preliminarmente ispezionare la postura corporea del bambino per valutare eventualmente una consulenza di un medico specialista. Al termine della prima visita specialistica si decide se è necessario approfondire con la richiesta delle radiografie, l’esecuzione delle fotografie e lo sviluppo dei modelli della bocca per lo studio del caso.

 

Perché la consulenza specialistica ortodontica nel bambino e nell’adulto

Perché le variabili che influenzano l’insorgenza delle malocclusioni e la cura delle stesse sono numerose. Pertanto il processo diagnostico-terapeutico necessita di un approccio specifico del problema. Questo processo viene chiamato studio del caso e si intende il ragionamento che porta alla decisione finale sulle proposte di terapia specifiche per quel paziente. In effetti, Il momento della diagnosi è quello più importante in quanto vengono costruite le basi per tutto il piano terapeutico. Questo processo logico per la formulazione della diagnosi e del conseguente piano di trattamento in ortognatodonzia avviene attraverso la visita specialistica, la raccolta dell’imaging e dei modelli studio, l’elaborazione dei dati e visualizzazione degli obiettivi di trattamento, la presentazione del caso agli interessati.

 

Cosa si valuta durante la visita specialistica in Ortognatodonzia nel bambino e nell’adulto

Durante la visita specialistica che avviene solitamente in un incontro dedicato vengono raccolte tutte le informazioni utili sull’esistenza di abitudini viziate (deglutizione atipica, postura della lingua bassa, respirazione orale, mordersi le labbra, succhiarsi il dito, mangiarsi le unghie, mordicchiare le penne, etc.), di parafunzioni masticatorie (bruxismo, digrignamento, serramento dentale, qualità del sonno) e di familiarità della malocclusione. Inoltre, vengono esaminati la muscolatura, le articolazioni temporomandibolari, l’apertura e la chiusura della bocca, la simmetria del volto, della dentatura, l’occlusione dentale, la sua stabilità, la salute di denti, delle gengive e delle mucose. Infine se non possono essere eseguite nello studio, vengono richieste le radiografie di base per la diagnosi ortognatodontica.

 

Cosa avviene nell’incontro per la raccolta dell’imaging e dei modelli studio

Dopo la visita specialistica vengono eseguite le fotografie del volto, della bocca e vengono raccolti gli esami radiografici necessari di primo livello (la panoramica e la teleradiografia latero-laterale) ed i modelli studio della bocca. La panoramica serve per la diagnosi della formula dentaria e per valutare la presenza di segni radiografici che possono indicare delle anomalie, mentre la teleradiografia latero-laterale per misurare nella successiva fase di elaborazione le caratteristiche verticali e sagittali del profilo e la relazione tra i denti e le ossa mascellari. I modelli della bocca vengono sviluppati per misurare le caratteristiche sagittali, verticali, trasversali e delle singole arcate. Attualmente la tecnologia digitale mette a disposizione delle macchine radiografiche a basso dosaggio per una maggiore radio-protezione e degli scanner intra-orali per bypassare le impronte dentali tradizionali nei casi con particolari difficoltà. Ovviamente, i primi due appuntamenti potrebbero essere racchiusi in un incontro se il paziente è già in possesso delle radiografie o se lo studio è dotato della Radiologia.

 

Cosa avviene durante lo studio del caso

Avviene l’analisi dei dati clinici, lo studio delle fotografie e dei modelli, viene eseguita l’analisi cefalometrica e l’esame della panoramica, tutto questo per visualizzare gli obiettivi di trattamento e tracciare il percorso per raggiungerli. In altre parole viene deciso cosa fare, le apparecchiature da utilizzare e quando cominciare. Questo può avvenire anche con l’ausilio di software specifici e tecniche specialistiche, manuali o digitali e solitamente avviene in un tempo appositamente dedicato dal professionista, fuori dalle ore di lavoro clinico, chiamato studio del caso.

 

Cosa avviene durante la presentazione del caso

E’ la seduta durante la quale il piano di trattamento, deciso attraverso il percorso diagnostico descritto, viene presentato al paziente ed a tutta la sua famiglia (nel caso di minori), e vengono spiegati i motivi e gli obiettivi della terapia stessa. In questa seduta vengono fornite anche le informazioni sugli apparecchi utilizzati, sulla collaborazione necessaria e sulle variabili che influenzano l’andamento della terapia (prognosi). In particolari condizioni ed in seguito a richieste particolari, dettate ad esempio dalla lontananza, tutto il processo diagnostico descritto potrebbe avvenire anche in un intero pomeriggio.